TRACKS

La prima volta in Bolognina ho subito notato i segni lasciati dai fili di rame sul suolo, i rivoli di cemento, le crepe nel terreno, le impronte di chi in quel quartiere ci vive, ci lavora.

Le linee e le forme dei materiali, artificiali e naturali, hanno subito attratto la mia attenzione.

Nei giorni a seguire, e frequentando sempre più spesso e con maggiore attenzione il quartiere Bolognina, ho sollevato lo sguardo. Non erano solo le linee e le forme ad incontrarsi ed intrecciarsi.

La Bolognina è un “pot pourri” di culture, di lingue e colori tanto vasta quanto lo erano le mie texture nel cantiere. Un macrocosmo che viveva all’interno di un microcosmo.

Se il mondo aveva trovato spazio in un quartiere allora anche le mie immagini avrebbero trovato le loro corrispondenze nel mondo.